Il 23 febbraio 2013 con una conferenza presso Palazzo Massimo alla presenza del cardinale Gianfranco Ravasi, presidente della Pontificia commissione di archeologia sacra, della direttrice del Museo Nazionale Romano, Rita Paris, e di Mehriban Aliyeva, moglie del presidente della Repubblica dell’Azerbaigian, si è concluso il progetto di recupero degli affreschi delle catacombe dei Santi Marcellino e Pietro.
L’immagine di una nobildonna romana, quasi sicuramente della cerchia imperiale costantiniana (come tutto in questo sito), con le braccia aperte tra due alberi paradisiaci, insieme alle innumerevoli figurazioni simboliche dei primi tempi del cristianesimo (IV secolo d.C.), costituisce un ulteriore contributo alla conoscenza storica e artistica delle primordiali manifestazioni di una fede che, priva ancora di un proprio linguaggio, mutuava quello tradizionale del potere aristocratico romano nel quale aveva fatto breccia.
Tutto possibile grazie ai 300.000 euro sborsati dalla fondazione Heydar Alieyev, quindi dalla Repubblica dell’Azerbaigian, nell’ambito di una convenzione del 2012 stipulata dal Vaticano a sancire particolari rapporti di amicizia con lo stato asiatico. Che uno stato musulmano sciita del Caucaso possa interessarsi dell’arte paleocristiana di Torpignattara potrebbe sembrare uno scherzo, una trovata da romanzo post-moderno. [Continua]